domenica 25 gennaio 2009

Alcune note di botanica




IL LIBRO



L'albero ogni anno costruisce una struttura sempre più complessa e contemporaneamente ripete alcune operazioni, come la fioritura e la fruttificazione, che sono l'essenza della sua vitalità. Cicli stagionali che tutti conosciamo, come tutti sappiamo che un seme può generare una radice e un germoglio, che sono la prima impalcatura di una struttura destinata a diventare anche molto imponente e complessa. Se guardiamo ad una secolare quercia e ripensiamo a quel piccolo germoglio che ne è stato la base e che ancora è conservato all'interno dei numerosi cerchi annuali del legno, sicuramente ci apparirà prodigioso ciò che normalmente riteniamo scontato: il crescere stagione dopo stagione della pianta medesima.

Se questi semplici pensieri possono farci sorridere per ingenuità, dovrebbero anche farci amare e rispettare la silenziosa e preziosa vita delle piante. Un primo piccolo ma significativo passo può essere quello di imparare a conoscere gli alberi: già sappiamo cos'è una foglia, un fiore o un frutto, ma non sempre è noto cosa c'è dentro un albero e come "funziona".

Abbiamo detto che una pianta inizia a crescere formando un fusto principale, questo rimane ben distinguibile come prolungamento del tronco per molti anni. Tutte le ramificazioni partono da questo fusto e con esso sono collegate tramite un insieme di numerosi "tubi", all'interno dei quali scorre la linfa che porta alle foglie una grande quantità di acqua ed elementi assorbiti attraverso le radici dal terreno.
Un'altra circolazione distribuisce la linfa elaborata dalle foglie, con la fotosintesi, a tutte le parti della pianta allo scopo di "nutrirle".
La prima circolazione va quindi verso l'alto e scorre nella parte interna della pianta (Legno o Xilema), la seconda, meno abbondante perché in gran parte l'acqua è evaporata dalle foglie, discende lungo un sottile strato (Libro o Floema) di tubi nella parte esterna della pianta, subito dopo la corteccia.
Fra i due sistemi di condotta esiste un invisibile strato di cellule che ha una grande importanza, perché produce ogni anno un cerchio di legno all'interno (sono i famosi anelli annuali del tronco) e il floema all'esterno: così l'albero cresce.

Da queste semplici conoscenze possono derivare molte indicazioni pratiche, per esempio, quando si incide la corteccia o si stringe fortemente un legaccio nel tronco o in un ramo, si danneggiano quegli importanti tessuti (Floema o Cambio) che si trovano immediatamente sotto la corteccia, arrecando un grave danno alla pianta.



Figura 1 - Le freccie indicano il verso dei flussi linfatici. Si possono distinguere i seguenti strati partendo dall'esterno: Corteccia, Floema, Cambio (invisibile perchè composto di poche cellule) e Legno con i suoi strati annuali.
MUSICA:
BREVI CENNI SULL’ORIGINE NATURALE E SOPRANNATURALE




Nel mito greco, come è raccontato in uno degli Inni omerici, Ermes, figlio di Zeus e di Maia, mostra dalla nascita un carattere singolarissimo: anzichè restare nella sua culla, come tutti i neonati, si alza per passeggiare su un prato, dove si imbatte in una tartaruga.
Subito pensa a come utilizzarla: ”amica dall’amabile aspetto, le dice, ti porterò a casa, in qualche modo mi sarai utile...”. E utile fu, la tartaruga, non solo a Ermes, ma all’umanità: armato di una lama di ferro, dopo aver estratto la polpa dal guscio (carapace), l’intraprendente neonato taglia nella giusta misura steli di canna, li infigge nel guscio dell’animale, tende tutt’intorno una pelle di bue, fissa due bracci, li congiunge con una traversa, tende sette corde di interiora di pecora, in armonia fra loro, e infine, col plettro, saggia le corde: lo strumento, dice il poeta, emette un suono prodigioso, che Ermes accompagna con il canto. Nato all’aurora, a mezzogiorno il prodigioso infante suona la lira, termine che nell’Inno si alterna a phorminx, kitharys e chelys, vale a dire, appunto, tartaruga.

La lira era un altare simbolico che univa il Cielo e la Terra, infatti le pelli tese erano il simbolo del sacrificio, le due corna montate su corde rappresentavano il Toro Celeste, il carapace di tartaruga simboleggiava la vita intermedia tra Cielo e Terra.
Farla vibrare significava riproporre la vibrazione del Mondo, si compivano così le nozze cosmiche: la lira fra i rami di un albero risuonava al vento.
La lira costitusce una delle invenzioni preistoriche, i Greci e i Romani, infatti, non inventarono lo strumento, ma lo perfezionarono.
L’ “arpa eolia” infatti era costituita dal carapace di tartaruga seccato al sole, che emetteva un suono che usciva dai tendini interni che vibravano al vento, era anche costituita da corde tese tra i rami di un albero.

Per i Greci Ermes è quindi collegato alla tartaruga, ma anche il flauto, che inizialmente voleva essere una semplice canna che fischiava con il vento, rimane, nelle leggende, una sua scoperta; entrambi gli strumenti incantarono Apollo che subito li volle comprare.
Quello che si è scoperto fin ad ora è che il primo strumento musicale costruito dalla mano dell’uomo ritrovato, risulta essere un flauto, pure decorato, costituito da un osso e realizzato nel Paleolitico ben ventottomila anni fa!

2° FESTIVAL
NATURA DELLA GALLURA 2007
Prov. Olbia - Tempio


2007 La Raccolta: l’ecosistema albero e la tomba dei Giganti di Palau

Come evento più rappresentativo per la valorizzazione della cultura naturalistica in Gallura L’A.S.CU.NA.S. di Telti per l’anno 2007 ha scelto la mostra che si è svolta dal 9 all’11 settembre nel Centro di Documentazione del Territorio – Museo Etnografico di Palau:

LIBRO ET SILVESTRI SUBERE CLAUSUS (avvolto nel tessuto di un sughero silvestre), mostra sulla universalità antropologica del gesto della raccolta, di Giuseppe Mongiello, allestimento di Maria Pasqui.



In questo lavoro nomadico di raccolta, si scopre la stretta e reciproca relazione dell’uomo con la natura, nella quale vige uno spirito di mutua contaminazione, ponendo le basi per uno sviluppo culturale.
Può succedere infatti che la sapiente costruzione armonica del canto o di un nido, degli uccelli, possano essere state prese ad esempio dall’uomo, ma si è anche verificato che alcuni uccelli attingano particolari costruttivi dalle città in cui vivono, o ancora cambino il proprio linguaggio-canto in relazione al più consistente sottofondo sonoro.

In particolare si pone l’accento sull’ecosistema albero, come elemento chiave dello sviluppo umano, rendendo omaggio alla quercia da sughero, che insieme all’olivastro, è tra i più illustri rappresentanti dell’ambiente naturale gallurese.
Molti termini che identificano l’albero, non per caso, vengono usati per riferirsi a caratteristiche o ad attività umane; provate a pensare ai contesti in cui si possono usare i seguenti: attecchire, radicare o sradicare, germogliare, innestare, fiorire, albero, chioma, ramo, foglia (foglio), fusto, libro, linfa, corteccia, scorza, fiore, frutto, seme, acerbo, maturo.
Attraverso il suo percorso, tra l’etimologico e il mitologico, si può riflettere su alcuni passaggi propri dell’umanità intera, quali lo sviluppo dei linguaggi della musica e del libro.



L’Associazione per gli Studi Culturali e Naturalistici della Sardegna A.S.CU.NA.S. di Telti, a dimostrazione dei suoi interessi, progetti e studi è stata presente con il proprio Insettario gallurese, l’Erbario della flora sarda, opuscoli informativi sulle Piante Velenose, sugli Oli Essenziali, sui Liquori d’Erbe spontanee della Sardegna, sugli alberi monumentali ed altro ancora...

L’A.S.CU.NA.S. ha deciso di promuovere quest’anno anche altri due eventi che hanno interessato a livello culturale la Tomba dei Giganti “Li Mizzani” nelle vicinanze di Palau:
un sito rappresentativo di un periodo della civiltà della Sardegna appartenente all’era del Bronzo, che ancora oggi si mostra nei suoi resti di tomba cumulativa, malgrado le ripetute distruzioni dettate da scelte di gestione territoriale estranea alla cultura sarda.
La legge delle “Chiudende”, emanata dai Piemontesi, costrinse infatti la gente a recintare i terreni, col premio della proprietà e quindi dell’uso, con muretti a secco, indirizzando chi necessitava di pietre verso le possibili fonti quali, appunto, la tomba dei Giganti di Palau e moltissimi altri resti archeologici di tutte le ere e su tutto il territorio isolano.



Organizzato dal Festival ISOLE CHE PARLANO, il 14 settembre 2007 è stato presentato il concerto acustico sperimentale “Circolare #2”, in cui si è mostrato un Conny Bauer, musicista proveniente dalla Germania (Est) col suo trombone, divenire vento attraverso la canna del suo strumento a fiato.
Risuonava nel modo irregolare, ma ciclico, proprio della natura, comunicando la sua relazione col luogo prescelto per la performance: l’ampia zona semicircolare antistante la Tomba dei Giganti, chiamata “esedra”.
Col concerto gli ascoltatori hanno potuto godere di un saggio dell’uso che veniva un tempo fatto di quest’area.

All’epoca dei suoi costruttori era infatti luogo di raccolta dei membri della comunità, per espletare vari riti, primi fra i quali quelli funebri.



I motivi della scelta del luogo e dei riti che in esso si compivano, sono stati ben illustrati nell’evento introduttivo al concerto: un incontro/lezione di Geobiologia ed Archeoastronomia, a cura dell’Associazione UOMO NATURA ENERGIA di Palau.
Svelando i regali inaspettati (per noi, ma non per gli antenati costruttori!) di carattere astronomico, sensoriale e medico, che questi siti restituiscono, hanno stimolato i presenti a riprendere contatto con i luoghi naturali affinando la conoscenza di sè stessi e delle culture precedenti, e a godere dell’equilibrio che ne deriva per il nostro corpo ed il nostro atteggiamento rispetto all’ambiente.

Si ringrazia per la collaborazione:

“Emporio Alcatraz”, alimenti biologici, via Roma 12, Olbia
Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

1. In attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale, i comuni provvedono, entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente, a porre a dimora un albero nel territorio comunale.
2. L'ufficio anagrafico comunale registra sul certificato di nascita, entro quindici mesi dall'iscrizione anagrafica, il luogo esatto dove tale albero è stato piantato.
3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'interno emana disposizioni per l'attuazione della norma di cui al comma 2.

Art. 2

1. Le regioni a statuto ordinario, nell'ambito delle proprie competenze, avvalendosi anche del Corpo forestale dello Stato, disciplinano la tipologia delle essenze da destinare alla finalità di cui alla presente legge, ne mettono a disposizione il quantitativo di esemplari necessario e ne assicurano il trasporto e la fornitura ai comuni. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono attraverso i propri uffici competenti.

Art. 3

1. I comuni che non dispongano di aree idonee per la messa a dimora delle piante possono fare ricorso, nel quadro della pianificazione urbanistica, all'utilizzazione, mediante concessione, di aree appartenenti al demanio dello Stato, a tal fine eventualmente utilizzando i fondi assegnati annualmente a ciascuna regione ai sensi dell'articolo 4. Tali aree non possono comunque essere successivamente destinate a funzione diversa da quella di verde pubblico.

Art. 4

1. Per l'attuazione degli interventi di cui alla presente legge è autorizzata a decorrere dal 1992 la spesa annua di 5 miliardi di lire. Le modalità di ripartizione della predetta somma tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono determinate dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) su proposta del Ministro dell'agricoltura e delle foreste, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di cui all'articolo 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
2. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1992, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento “Interventi programmatici in agricoltura e nel settore della forestazione”.
3. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addì 29 gennaio 1992
COSSIGA
ANDREOTTI, Presidente del
Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: MARTELLI

Alberi monumentali, Associazione per gli Studi Culturali e Naturalistici della Sardegna

A.S.CU.NA.S ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI CULTURALI E NATURALISTICI DELLA SARDEGNA
www.ascunas.it

alberi monumentali


Tutelati e valorizzati in quanto costituiscono un patrimonio di particolare interesse naturalistico e storico-culturale, oltre che per la loro bellezza, gli alberi secolari suscitano rispetto e ammirazione per le loro dimensioni e soprattutto per la loro longevità che li ha portati nel tempo a diventare protagonisti di tradizioni e leggende, non sempre del tutto veritiere, ma che costituiscono un tratto culturale importante per intere comunità . Vite così lunghe sono ricche di storia e di aneddoti, e naturalmente anche di insidie. Superare secoli interi senza danni non è stato semplice.

Alcuni hanno tremila anni, altri più giovani hanno solo un millennio, alcuni hanno visto passare 5 o 8 secoli: sono i 'patriarchi verdi', alberi antichissimi che hanno resistito a malattie, variazioni climatiche, guerre, incendi, terremoti, inondazioni e quant' altro e che racchiudono nel loro dna, ma non solo, il segreto della loro longevità .




quali sono gli
alberi monumentali



-Gli alberi isolati o facenti parte di formazioni boschive naturali o artificiali che per età o per dimensioni possono essere considerati esempi di longevità o maestosità ;

-Gli alberi che hanno un preciso riferimento a eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico o culturale o a tradizioni locali.

-Alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico-culturale, ivi comprese quelle inserite nei centri urbani.




la tutela degli alberi monumentali



Tutelare gli alberi monumentali, i patriarchi delle nostre foreste e delle nostre campagne può salvare dal taglio e dalla distruzione alberi secolari che rappresentano un patrimonio della natura e del paesaggio, un patrimonio per noi e per le generazioni future.

La cura degli alberi monumentali passa prima di tutto attraverso l'informazione: i sardi devono prendere coscienza di questo enorme patrimonio naturalistico. Solo così ognuno si impegnerà in prima persona per difendere questi giganti della storia.

“...conoscere la natura è la base per educare al rispetto dell'ambiente. Gli alberi monumentali, che portano impresso il passato nelle pieghe delle loro cortecce rugose, sono il simbolo di una natura che insieme è padre e madre, ad essi vanno le cure più devote e disinteressate che si riservano ai propri genitori. Difendendo e valorizzando gli alberi difendiamo la vita, il patrimonio naturalistico, quello storico e, in questo caso, anche il patrimonio monumentale del nostro Paese".

Dare...”impulso a ciascuno, perché segnali gli alberi del territorio ritenuti più significativi, consente il sorgere di una maggiore attenzione verso un aspetto non solo del nostro ambiente e del nostro paesaggio, ma anche della nostra storia: si potranno segnalare infatti non soltanto piante secolari, ma anche quelle che si ritiene abbiano una tradizione nella cultura o nella religiosità popolare. E spetterà poi alle scuole, alle Pro-Loco, all'associazionismo culturale far sì che questo patrimonio sia maggiormente rispettato, conosciuto e valorizzato.”




il censimento degli alberi monumentali



Queste piante vanno innanzitutto censite, con la collaborazione dei cittadini.

Singoli cittadini, Organi e Enti pubblici o Associazioni sono invitati a segnalare l'esistenza d’esemplari che potrebbero essere definiti monumentali.

L'albero da Voi segnalato, una volta approvata e completata la segnalazione, potrà essere inserito nell'elenco degli alberi monumentali protetti. In questo modo avrete salvato un patriarca delle nostre foreste.

Alla segnalazione e compilazione dei moduli sono invitati anche i bambini e i ragazzi, già coinvolti in altri luoghi dal WWF (es. sezione di Conversano) nella misurazione di alcuni ulivi e altre piante secolari, attività che può essere sviluppata durante la stagione delle vacanze.

Iscrizioni sul tronco. A parte quelle "storiche", magari vecchie di secoli e capaci da sole di trasformare una pianta in albero monumentale, sono deturpazioni da cui i grandi patriarchi vanno protetti.




obiettivi dell’associazione



La sensibilizzazione dei cittadini sardi sull'importanza che il patrimonio arboreo rappresenta dal punto di vista paesaggistico, storico, culturale ed ambientale per la Sardegna.

"Lo scopo è sia quello di suscitare nei turisti più sensibili il desiderio di visitare questi veri e propri monumenti viventi, sia quello di puntare sulla loro sacralità per indurre i più distratti, ma anche le autorità, a vegliare sulla loro sorte e ad avere sempre più rispetto per la natura".

Azioni differenziate, in relazione ai diversi tipi di pubblico individuati, ed idonei strumenti di comunicazione consentiranno di raggiungere gli obiettivi indicati.




Esigenze definite dagli obiettivi di comunicazione



tutela ambientale:

...il rispetto dell’elemento naturalistico deve essere particolarmente considerato, pur nel rispetto delle legittime esigenze di trasformazione del territorio, perché esso è unico e insostitubile e costituisce spesso l’essenza culturale di un popolo.
Il contadino sardo conosce perfettamente proprietà e toponomastica delle campagne che circondano il centro abitato. Ciò non comporta grandi difficoltà, poiché buona parte dei toponimi fa riferimento alle caratteristiche orografiche ed idrografiche del territorio. Esistono, inoltre, toponimi legati alle attività umane, al ricordo di antichi insediamenti scomparsi, alle caratteristiche della vegetazione spontanea o delle coltivazioni che vi hanno prevalso.

conservazione del patrimonio storico:

Il tema degli alberi monumentali è particolarmente affascinante, di preciso rilievo per la storia del nostro territorio e del paesaggio che lo definisce.

valorizzazione:

“Mettere gli alberi monumentali in cornice significa enfatizzarne il pregio definendo la natura come artefice unica e insuperabile di capolavori di incomparabile valore. Un patrimonio di tutti che, come quello artistico, deve essere conosciuto, ammirato, salvaguardato.”

promozione:

E’ sempre più necessario un intervento di tipo culturale, indirizzato alla sensibilizzazione della collettività sull’importanza della tutela dei lineamenti peculiari del nostro paesaggio in quanto testimonianza di civiltà e di valori aggiunti di rilievo, anche turistico.

ALBERICANTATI

ALBERICANTATI
CONCERTO ITINERANTE INTORNO AGLI ALBERI SECOLARI


” Gli alberi monumentali sono un patrimonio culturale, con un altissimo valore estetico, storico, religioso, ma anche genetico e sono punti di riferimento per uccelli, monaci, briganti ed artisti.”

Così Alfonso Alessandrini, nella sua splendida opera
"Gli alberi monumentali d'Italia", descrive i “ Grandi Alberi ”.


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L'idea centrale di questo piccolo tour, è quella di tenere una serie di concerti ai piedi di alcuni alberi secolari, prediligendo, tra l’enorme patrimonio censito, quelli che hanno avuto un ruolo significativo nel territorio.
Il progetto prevede inoltre, di creare intorno all’evento una serie di manifestazioni collaterali, coinvolgendo tutti gli Enti e le Ass. Culturali che già operano in questa direzione, trasformando la performance, in una festa popolare.



GLI ALBERI
DEI CONCERTI



1 . L'Ulivo S. Baltolu di Luras, Carana, (SS) - Sardegna

2 . Il Cipresso della Madonna di Reggio, Vernazza - Liguria

3 . Le Sequoie del Parco Burcina, Biella - Piemonte

4 . Il Tiglio di Macugnaga, Monte Rosa - Piemonte

5 . Orto botanico di Padova e di Milano - Lombardia

6 . Il Rogolonedi Grandola, Val Menaggio, Como - Lombardia

7 . I dieci Tigli del banco della Reson - Trentino Alto Adige

8 . Il Cipresso di San Francesco, Forlì - Emilia Romagna




1 . L'Ulivo S. Baltolu di Luras, Carana, (SS) - Sardegna


Questo patriarca della natura con la sua venerabilità età di 3000 anni, ne compieva i suoi primi cento quando Agamennone e i Micenei distruggevano Troia (nel 1100 avanti Cristo), e 800 anni mentre in Cina veniva ultimata la grande Muraglia (209 a.C.).
Malgrado I tremila anni suonati, non mancò di osservare dal basso Neil Armstrong e Buzz Aldrin quando misero piede sulla Luna (1969).



2 . Il Cipresso della Madonna di Reggio, Vernazza - Liguria


Le origini di questo santuario, non sono note, devono essere molto antiche, perché l’edificio sacro dell’XI secolo fu costruito su una preesistente cripta associata a un cimitero; le prime notizie scritte risalgono però soltanto al 1248.
Il Cipresso messo a dimora subito dopo la costruzione del Santuario ha circa otto secoli.



3 . Le Sequoie del Parco Burcina, Biella - Piemonte


Si tratta di un gruppo di 5 esemplari alto 2, metri.
Introdotti in Europa dalla California, sono tra i primi piantati in Italia. Sono situati all'interno del parco Burcina, che ospita inoltre altri sette alberi monumentali di elevato interesse.



4 . Il Tiglio di Macugnaga, Monte Rosa - Piemonte


Alle pendici del monte Rosa è un albero del 1200, sotto le cui fronde si riuniva l'intero paese per svolgervi le assemblee del popolo.
Rappresentava saggezza e giustizia, ed era simbolo di equilibrio tra capacità di decisione e compassione.
Oggi simbolo della comunità Walser.



5 . Orto botanico di Padova e di Milano - Lombardia


L’Orto botanico di Padova è il più antico orto botanico universitario del mondo, tuttora esistente, e fondato nel 1545 allo scopo di coltivare piante medicinali.
Nell'orto vivono un Ginkgo, una Magnolia di 250 anni, un Platano messo a dimora nel 1680, il primo Cedro dell'Himalaya e la Palma di S. Pietro che viene chiamata Palma di Goethe, da quando il grande poeta dopo averla ammirata nel 1786 formulò la sua intuizione evolutiva nel " Saggio sulla metamorfosi delle piante ".



6 . Il Rogolone di Grandola, Val Menaggio, Como - Lombardia


E’ una quercia leggendaria ed è uno tra i più importanti alberi monumentali d'Italia.
Si erge su di un pianoro circondato dai boschi, al centro di un grande prato, stupendo e grandioso come una cattedrale. Sotto le sue fronde si tenevano cerimonie religiose, veniva amministrata la giustizia, e ai suoi rami, venivano appese le teste dei nemici. Dal 1928 ha un vincolo di protezione da parte del Ministero della Pubblica Istruzione e oggi è sotto la tutela dell'Associazione Italia Nostra.



7 . I dieci Tigli del banco della Reson - Trentino Alto Adige


A Cavalese, nel parco della Pieve, c'è un gruppo di dieci Tigli sistemati in cerchio intorno ad un masso squadrato circondato da sedili di pietra. Tale disposizione fa pensare a un luogo destinato alle adunanze del popolo.



8 . Il Cipresso di San Francesco, Rimini - Emilia Romagna


Secondo la tradizione sarebbe stato piantato dallo stesso S. Francesco.
Si tratta, di un rarissimo monumento vegetale, alto ventitrè metri, con un diametro di sette metri e mezzo.
I botanici confortando la leggenda della tradizione, ritengono che il cipresso
sia vecchio almeno di 700 anni.
La pianta si trova nel chiosco interno del Convento francescano, che si trova a Villa Verucchio, a cinque chilometri da Verucchio sulla Statale 258 in direzione Rimini.

1° FESTIVAL
NATURA DELLA GALLURA 2006
Prov. Olbia - Tempio


2006 Gli Alberi Monumentali: gli Olivastri Millenari di Carana

L’A.S.CU.NA.S. di Telti ha scelto per l’anno 2006 come evento più rappresentativo per la valorizzazione della cultura naturalistica in Gallura, il concerto che si è tenuto il 9 settembre 2006 presso l’Olivastro Millenario di Carana, nel Comune di Luras, sulle sponde del lago del Liscia:




Holywoodsongs” (RadioFandango) 9-9-2006, data di apertura del Tour ALBERICANTATI del gruppo IL COMPLEANNO DI MARY, prima parte del concerto all’alba, in acustico, e seconda parte al tramonto, amplificata.


Il gruppo prevede questo tour per promuovere la conoscenza e la tutela, ogni anno, di nuovi alberi secolari d’Italia.
L'idea centrale è quella di tenere una serie di concerti ai piedi di alcuni alberi secolari, prediligendo, tra l’enorme patrimonio censito, quelli che hanno avuto un ruolo significativo nel territorio, iniziando dall’albero più antico d’Europa:
l’Olivastro millenario di Carana.




Questo olivastro di circa 4000 anni non è solo, ma è affiancato a breve distanza da un suo simile di circa 2500 anni.

Nei pressi ha avuto luogo l’installazione visivo-sonora in situ “La Verga Radicata”, di Giuseppe Mongiello, vincitore nel luglio 2006 del 1° premio al festival delle arti libere “BaschiArte”, in Umbria.
Gli effetti dati dal vento sui nastri dorato-argentati, utilizzati come prolungamento fisico, sonoro e luminoso delle fronde, si combinavano con il segno tondo, in pietre del luogo, a rimarcare la figura geometrica naturale della rappresentazione dell’albero, rafforzata dalla posizione centrale del manifesto autografo dell’autore, in cui l’albero risulta il luogo primordiale dell’anima dell’uomo che si inizia al nomadismo.
Concetto che viene rimarcato da una pietra, sostituta dell’albero nel percorso idolatrico-totemico umano, e dal lascito di unghie e capelli, come si usava fare in questi luoghi fissi, fra gli ebrei ed altre genti erranti.




L’Associazione per gli Studi Culturali e Naturalistici della Sardegna A.S.CU.NA.S. di Telti, a dimostrazione dei suoi interessi, progetti e studi è stata presente dal pomeriggio con i suoi stands, esponendo il proprio Insettario gallurese, l’Erbario della flora sarda, le Piante Tintorie spontanee della Sardegna con campionature e prodotti del tintore sardo Maurizio Savoldo, informazioni sugli alberi monumentali ed altro ancora...



Si è aggiunto all’evento il Concorso Culinario per i migliori piatti tradizionali luresi, vinto dall’Hotel Ristorante Turismo Rurale Funtana Abbas, Loc. S. Leonardo, presso il lago del Liscia, meritandosi le targhe di onorificenza in ceramica, prodotte e offerte dal laboratorio artistico di Ceramica Raku di Marco Pasqui e Ilaria Collura, di Telti.




Sono stati invitati a partecipare sotto gli alberi millenari anche l’Associazione Culturale Artemisia di Olbia, che organizza corsi di Yoga, Tai Chi Chuan e Qigong, ed il Centro Formazione Discipline Olistiche di Olbia, per evidenziare la relazione tra “ambiente, salute e cultura”, alla base del festival.

Si ringrazia in particolar modo la Cooperativa Galluras di Luras che ora gestisce il sito degli Olivastri Millenari dopo gli atti di vandalismo di cui sono stati vittime alcuni anni fa, che organizza escursioni con visite guidate per gli Olivastri Millenari, i Dolmen Ladas e Ciuledda ed il Museo Etnografico Galluras di Luras, e che ha collaborato attivamente per la riuscita di questo evento.

Si ringraziano inoltre per la collaborazione:

- Comune di Luras
- Raffaele Rizzo, foto-reportage sulla natura intorno agli Olivastri

- Pier Giacomo Pala, foto-reportage sul festival
- Pro Loco di Telti
- Emporio Alcatraz, alimenti biologici, via Roma 12, Olbia
- Quibio.it, usa e getta biologico e compostabile per ristorazione, Cagliari
- Ceramica Raku di Marco Pasqui e Ilaria Collura, Telti
- Hotel Ristorante Turismo Rurale Funtana Abbas, Loc. S. Leonardo, strada provinciale Olbia-Tempio
- XCOPY, copisteria, via Acquedotto 17, Olbia
- R.E.I.F., elettricità e idraulica, R articoli da regalo, argenteria, partecipazioni,
via Manzoni 117 c, Telti
- “Copia e incolla” copisteria, legatoria, servizi didattici di Calangianus